Eroi e Letteratura

scritto e diretto da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo 
con Aleksandros Memetaj, Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Anne Gaelle Stephant (Catarina Nunes, Matteo Vairo, Marco Memetaj)
Produzione Anonima Teatri 

Spettacolo-Lettura di testi classici incentrati sulla figura dell’Eroe che, accompagnato dalla danza di tre o più performer, diventa un archetipo universale e contemporaneo: un’immagine che attraversa il tempo e si reincarna nei corpi dei performer e negli occhi del pubblico.

“Eroi e Letteratura – La Trilogia dell’Eroe” rappresenta una nuova tappa del percorso di ricerca di Anonima Teatri, che da anni sperimenta le intersezioni tra teatro, danza, musica e nuovi linguaggi performativi. La trilogia nasce come nuova produzione originale, scritta e diretta da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo, e costituisce un format replicabile e adattabile sia in spazi teatrali che in spazi non convenzionali (site-specific).

La trilogia si articola in tre capitoli autonomi e interconnessi, ognuno dedicato a un poema epico: Iliade – la guerra, l’eroismo, l’ira divina e umana; Odissea – il viaggio, la nostalgia l’identità; Eneide – l’esilio, la fondazione, il destino.

NOTE AUTORIALI

Nel cuore del progetto c’è una domanda antica e sempre attuale: chi è l’eroe, oggi?
Non più il semidio invincibile, ma l’essere umano che resiste, che cade e si rialza, che attraversa le proprie guerre interiori e collettive. L’eroe moderno non combatte più per conquistare un regno, ma per ritrovare un senso, una voce, un luogo nel mondo.
È Achille che si consuma nella sua rabbia, è Ulisse che cerca una casa che non esiste più, è Enea che fugge e fonda, portando sulle spalle il peso della memoria.

In questa trilogia, l’eroe diventa un archetipo universale e contemporaneo: un’immagine che attraversa il tempo e si reincarna nei corpi dei performer e negli occhi del pubblico.
Ogni episodio, ogni replica, diventa una lente attraverso cui leggere il presente. Il mito non è nostalgia, ma materia viva: una lingua antica che può ancora parlare delle nostre solitudini, dei nostri fallimenti, delle nostre speranze.  In ogni replica, pubblico e artisti partecipano a un atto di ricostruzione simbolica: evocare, condividere, rinascere attraverso il racconto.
“Eroi e Letteratura” si propone come un rito di comunione: uno spazio in cui artisti e spettatori respirano lo stesso tempo e si riconoscono in un’esperienza condivisa.
Le parole antiche risuonano in modo nuovo, diventano immagini nella mente del pubblico, emozioni che si sedimentano. I cast, sono poi un fattore importante nel tentativo di costante rinnovamento del rito scenico.

NOTE DI REGIA

La scena è concepita come uno spazio essenziale e simbolico.  Un ambiente nudo, flessibile e trasformabile, dove pochi elementi — luce, suono e movimento — diventano protagonisti.  La drammaturgia visiva e sonora, costruita durante le prove, viene riprodotta dal vivo: i musicisti creano composizioni in tempo reale, interagendo con la partitura fisica dei danzatori e la voce degli attori.  Il linguaggio scenico si fonda sulla presenza, sulla relazione e sulla rappresentazione.
Ogni capitolo si sviluppa come un’esperienza scenica autonoma della durata di 60 minuti. È un teatro fisico, sensoriale, aperto, dove la musica non accompagna ma “dialoga”, la danza non illustra ma “interpreta”, e la parola non spiega ma “evoca”.

La struttura del format consente di presentare gli spettacoli in teatri ed in luoghi non convenzionali — cortili, musei, siti archeologici, spazi urbani o naturali — dove la relazione con l’ambiente e con la comunità locale diventa parte integrante dell’esperienza.

 L’obiettivo è quello di riconnettere il teatro alla sua dimensione originaria di rito pubblico, in cui gli spettatori condividono un tempo e uno spazio con gli artisti, riscoprendo il valore della presenza e dell’ascolto reciproco.

Il progetto sperimenta un linguaggio scenico ibrido, in cui la drammaturgia testuale, la composizione fisica e la creazione musicale dal vivo convivono su un piano di parità. La parola si fa ritmo e immagine; la danza diventa narrazione emotiva; la musica costruisce l’ambiente sonoro in tempo reale. Questa fusione genera un nuovo codice performativo, basato non sulla rappresentazione lineare ma sulla suggestione sensoriale, sull’emergere di immagini interiori e collettive.

Il risultato è un teatro fisico, poetico e immediato, che parla a un pubblico eterogeneo e interculturale, superando le barriere linguistiche e concettuali.

TOUR

29/11/26 – Piazza Sempione – Roma
14/11/26 – Supercinema – Tuscania (VT)
07-08/11/26 – Museo Civico – Viterbo
27/09/26 Castello dell’Abbadia – Vulci (VT)
28/08/26 Chiostro San Francesco – Civita Castellana (VT)
21/08/26 Giardino Pubblico Viale Trieste – Tuscania (VT)
13/08/26 Cortile Palazzo dei Priori – Viterbo 
23/07/26 Villa di Orazio – Licenza (RM)
19/06/26 Villa di Orazio – Licenza (RM)

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